Erbacce

Qualche anno fa mi capitò di sentire un mio amico chiedere consiglio ad un altro, che faceva il giardiniere, su come tenere libero da erbacce il giardino di casa sua. Gli disse di aver estirpato tutto, di essere andato avanti tutta una stagione a strappare ogni germoglio che spuntava per essere certo che non fosse rimasta nemmeno un’erbaccia, ma di trovarsi, all’inizio della nuova annata, al punto di partenza.
Il giardiniere quella volta gli spiegò che se si vuole riempire un terreno di erbacce non c’è nessun metodo migliore che tenerlo vuoto, che solo seminandoci qualcos’altro (ovviamente qualcosa di sufficientemente resistente per non farsi soffocare dalle erbacce) si poteva sperare di tenerle lontane, o quantomeno di limitarne l’invadenza.
Pare sia proprio un fatto naturale.

Pensieri tossici

In questi giorni sto aspettando un possibile evento a cui terrei molto e che però tarda a concretizzarsi, ieri sera ci stavo pensando e mi sono detto “Me lo meriterei proprio, dopo questo periodo sfortunato”; poi sono rinsavito e mi sono chiesto perchè mai un periodo di sfortuna dovrebbe costiituire un merito, o avvicinare un qualunque risultato posititvo.
Sono ateo, normalmente non frequento ambienti religiosi, eppure questo residuo di cultura veterocattolicopenitenzialista in qualche modo mi è rimasto appiccicato; accorgermene mi ha portato a chiedermi quanti ‘pensieri tossici’ mi trascino (ci trasciniamo) dietro. Penso che d’ora in avanti su questo blog compariranno dei post relativi alle depurazioni che, a cominciare da questa, opererò sul mio pensare. Magari a qualcuno torneranno utili.