Category Archives: inRete

Italia -Spagna

Stamattina mi sono imbattuto in questo video pubblicato sabato da un runner basco, in cui celebra la possibilità di ritornare a correre (con molta invidia per i luoghi in cui può farlo).
Anche in Italia domani c’è stata qualche piccola apertura alle libertà individuali, molti dettagli dell’apertura spagnola sono diversi da quella italiana, ma la differenza che mi sembra più importante è proprio il quando. In Spagna la restituzione delle libertà è stata di sabato, per dare il massimo vantaggio alle persone, in Italia di lunedì, per dare il massimo vantaggio alle aziende. “Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono” cantava Gaber, della canzone io cambierei il finale in “purtroppo lo sono”.

Fase 1.1

Ieri sera c’è stato l’indecente annuncio del presidente Conte che proroga i domiciliari in assenza di colpa per tutti noi almeno fino al 18 maggio. Su come potrebbe proseguire questa orribile storia ho scritto un racconto che dovrebbe uscire il 9 maggio su CarmillaOnline, e dico potrebbe non perché spero che il governo reale si dmostri meno criminale di quello ipotizzato nel racconto, ma perché spero che nelle strade che ci vengono un’altra volta vietate si trovi il modo di obbligarlo a dare ascolto ai nostri bisogni.
Sono cosciente che obbligare un governo ad ascoltare la piazza era già diventato molto difficile prima del coronavirus, le misura di emergenza hanno indubbiamente peggiorato di molto le cose, al punto che oggi non saprei suggerire un come, ma riuscirci è assolutamente necessario ed anche urgente. Per intanto partiamo dalle richieste, penso che possano andare benissimo quelle espresse qui

La discussione è aperta?

Stamattina mi sono imbattuto in un articolo, non so di che giornale, riportato in un tweet dell’economista Marta Fana. Commenti su cosa sia la classe padronale italiana, di cui questo vergognoso essere è un perfetto rappresentante, se ne trovano fortunatamente molti su twitter, io mi limito ad augurargli il fallimento e una vita da schiavo come quelli che desidera avere, e invece mi concentro su come la notizia sia riportata. Continue reading

I luoghi de “Il treno che va in Francia”

Gianlu, uno dei lettori di prova de “Il treno che va in Francia”, aveva minacciato di togliermi il saluto per l’assenza nel libro di fotografie e mappe. Per la prima cosa posso fare poco (ma di foto in rete se ne trovano facilmente, ad esempio qui e qui ), per la seconda qualcosa in più, anche perchè Gianlu ha ragione, è più facile seguire il racconto con una mappa sottomano, e quelle online hanno il vantaggio di portarti direttamente al punto.
Qui sotto trovate una serie di link ognuno dei quali vi porterà ad una mappa di openstreet centrata sul punto, i luoghi sono riportati nell’ordine in cui li si incontra nel libro, divisi per capitolo.
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Numeri

Nell’ultima settimana i media hanno dato molto risalto ad una manifestazione SiTav che si è tenuta sabato scorso in piazza Castello a Torino. Volendo essere magnanimi le presenze alla manifestazione si possono definire modeste, ma la copertura mediatica, anche dopo l’evidente flop, c’è stata eccome, lo spazio dato a quelle cinquecento persone è stato di ordini di grandezza superiore a quello dato a manifestazioni NoTav che ne contavano 100 volte tante, anche da parte di giornali suppostamente NoTav come Il Fatto Quotidiano. Una possibile spiegazione di questo è certo nel fatto che la gran parte dei media mainstream (Repubblica, La Stampa, Corriere della sera, Libero solo per citarne alcuni) è schierata a favore del Tav, ma a leggere gli articoli mi sembra di intuire una ragione più profonda e preoccupante.
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Sugli incendi in Valsusa

Prima il silenzio assoluto, poi il rumore più caotico, entrambi con lo scopo di non far capire: questo è stato l’atteggiamento dei media mainstream rigurado agli incendi in Valsusa. In questo post raccolgo qualche articolo apparso su altre fonti e che mi sembra dica cose un po più sensate

– Prima di tutto, per chi fosse stato lontano durante questa settimana, su TGVallesusa un breve riassunto dei fatti
Qui Claudio Giorno analizza le cause della siccità, che non è solo dovuta alle scarsissime precipitazioni di quest’autunno.
– Su Giap, il blog dei Wu Ming, un post e una lunga serie di commenti, centrati proprio su come i media hanno affrontato la questione.
– Sul sito di Radio Blackout un’intervista a Luca Giunti, guardiaparco in Valsusa, realizzata al terzo giorno di incendi
– Su Diario del web un pezzo di Maurizio Pagliassotti sulle vere cause di questo disastro.
– Su Alpinismo Molotov (blog con cui collaboro) la disamina di un articolo de “La Stampa” è usata per spiegare come vengono fatti passare messaggi distorti senza mentire esplicitamente.
– Per finire su questo stesso blog ho parlato di come alcuni poitici abbiano cercato di strumentalizzare la questione a favore del TAV, e di cosa questo ci dica della loro idea di governo.

Cosa ci dice Foietta

Paolo Foietta è commissario governativo per a Torino-Lyon: un burocrate che, a dispetto dei suoi trentennali sforzi, fatica a scrollarsi di dosso l’etichetta di oscuro. L’ultimo tentativo di mettersi in luce è di ieri quando, con un cattivo gusto sorprendente persino per lui, ha inviato una lettera ai presidenti dei consorzi di comuni che hanno sostitituito le due vecchie comunità montane della Valsusa, dicendo loro in pratica che per avere i soldi per riparare quanto daneggiato dagli incendi che stanno devastando i loro territori non devono far altro che accettare il progetto TAV (il testo completo della lettera lo trovate qui).
Lo squallore dell’offerta, per di più fatta quando ancora il problema è spegnerli quegli incendi, penso sia evidente a tutti, e sorprendente solo per chi non ha mai sentito parlare il commissario. Però io credo valga la pena di soffermarsi sulle sue parole, perchè ci chiariscono un concetto che non è solo suo ma di tutta la classe politica attuale (all’interno della quale nessuno, neppure la supposta notav Chiara Appendino, ha commentato l’iniziativa di Foietta, che pure agisce in nome del governo).
Foietta scrive di voler “proporre che una parte (evidenziazione mia) delle risorse destinate all’Asse Ferroviario Torino-Lione possa esere utilizzata per le necessarie azioni di ripristino forestale e per gli interventi di prevenzione atti a ridurre il rischio del ripetersi di tali eventi“. Continue reading

Liberiamo la ciliegia

Il 28 maggio 1871 Eugene Varlin, dopo essere stato massacrato di botte, veniva fucilato in rue Rosier, nello stesso punto in cui due mesi prima il generale Lecomte aveva pagato la sua scelta di ordinare il fuoco su una folla disarmata: L’uccisione di Varlin da parte dell’esercito versagliese è uno degli ultimi episodi della semaine sanglante. In questo anniversario ‘libero’ la versione digitale di Rossa come una ciliegia, il mio romanzo sulla Comune di Parigi, di cui Varlin è uno dei protagonisti.
L’impaginazione è un po’ fatta in casa, ma potete scaricare il pdf qui.
Naturalmente volendo potete sempre procurarvi il cartaceo (indicazioni qui, sezione ‘Schede libro’, colonna destra in alto).
Buona lettura, e quando avete finito se ripassate di qui a lasciarmi un commento fate cosa gradita.