Numeri

Nell’ultima settimana i media hanno dato molto risalto ad una manifestazione SiTav che si è tenuta sabato scorso in piazza Castello a Torino. Volendo essere magnanimi le presenze alla manifestazione si possono definire modeste, ma la coprtura mediatica, anche dopo l’evidente flop, c’è stata eccome, lo spazio dato a quelle cinquecento persone è stato di ordini di grandezza superiore a quello dato a manifestazioni NoTav che ne contavano 100 volte tante, anche da parte di giornali suppostamente NoTav come Il Fatto Quotidiano. Una possibile spiegazione di questo è certo nel fatto che la gran parte dei media mainstream (Repubblica, La Stampa, Corriere della sera, Libero solo per citarne alcuni) è schierata a favore del Tav, ma a leggere gli articoli mi sembra di intuire una ragione più profonda e preoccupante.
Continue reading

Sugli incendi in Valsusa

Prima il silenzio assoluto, poi il rumore più coatico, entrambi con lo scopo di non far capire: questo è stato l’atteggiamento dei media mainstream rigurado agli incendi in Valsusa. In questo post raccolgo qualche articolo apparso su altre fonti e che mi sembra dica cose un po più sensate

– Prima di tutto, per chi fosse stato lontano durante questa settimana, su TGVallesusa un breve riassunto dei fatti
Qui Claudio Giorno analizza le cause della siccità, che non è solo dovuta alle scarsissime precipitazioni di quest’autunno.
– Su Giap, il blog dei Wu Ming, un post e una lunga serie di commenti, centrati proprio su come i media hanno affrontato la questione.
– Sul sito di Radio Blackout un’intervista a Luca Giunti, guardiaparco in Valsusa, realizzata al terzo giorno di incendi
– Su Diario del web un pezzo di Maurizio Pagliassotti sulle vere cause di questo disastro.
– Su Alpinismo Molotov (blog con cui collaboro) la disamina di un articolo de “La Stampa” è usata per spiegare come vengono fatti passare messaggi distorti senza mentire esplicitamente.
– Per finire su questo stesso blog ho parlato di come alcuni poitici abbiano cercato di strumentalizzare la questione a favore del TAV, e di cosa questo ci dica della loro idea di governo.

Cosa ci dice Foietta

Paolo Foietta è commissario governativo per a Torino-Lyon: un burocrate che, a dispetto dei suoi trentennali sforzi, fatica a scrollarsi di dosso l’etichetta di oscuro. L’ultimo tentativo di mettersi in luce è di ieri quando, con un cattivo gusto sorprendente persino per lui, ha inviato una lettera ai presidenti dei consorzi di comuni che hanno sostitituito le due vecchie comunità montane della Valsusa, dicendo loro in pratica che per avere i soldi per riparare quanto daneggiato dagli incendi che stanno devastando i loro territori non devono far altro che accettare il progetto TAV (il testo completo della lettera lo trovate qui).
Lo squallore dell’offerta, per di più fatta quando ancora il problema è spegnerli quegli incendi, penso sia evidente a tutti, e sorprendente solo per chi non ha mai sentito parlare il commissario. Però io credo valga la pena di soffermarsi sulle sue parole, perchè ci chiariscono un concetto che non è solo suo ma di tutta la classe politica attuale (all’interno della quale nessuno, neppure la supposta notav Chiara Appendino, ha commentato l’iniziativa di Foietta, che pure agisce in nome del governo).
Foietta scrive di voler “proporre che una parte (evidenziazione mia) delle risorse destinate all’Asse Ferroviario Torino-Lione possa esere utilizzata per le necessarie azioni di ripristino forestale e per gli interventi di prevenzione atti a ridurre il rischio del ripetersi di tali eventi“. Continue reading

Liberiamo la ciliegia

Il 28 maggio 1871 Eugene Varlin, dopo essere stato massacrato di botte, veniva fucilato in rue Rosier, nello stesso punto in cui due mesi prima il generale Lecomte aveva pagato la sua scelta di ordinare il fuoco su una folla disarmata: L’uccisione di Varlin da parte dell’esercito versagliese è uno degli ultimi episodi della semaine sanglante. In questo anniversario ‘libero’ la versione digitale di Rossa come una ciliegia, il mio romanzo sulla Comune di Parigi, di cui Varlin è uno dei protagonisti.
L’impaginazione è un po’ fatta in casa, ma potete scaricare il pdf qui.
Naturalmente volendo potete sempre procurarvi il cartaceo (indicazioni qui, sezione ‘Schede libro’, colonna destra in alto).
Buona lettura, e quando avete finito se ripassate di qui a lasciarmi un commento fate cosa gradita.

La ferrovia della battaglia

Da un po’ di tempo sto lavorando ad un nuovo romanzo che girerà intorno a quella che è conosciuta come la battaglia della ferrovia. Per ora ho lavorato sostanzialmente a documentarmi, ma un primo prodotto collaterale di questo studio è stato pubblicato l’altro ieri su alpinismomoltov.org, in quanto farà parte delle ‘ricompense’ per chi contibuirà al crowdfounding di Diverso il suo rilievo, la prima festa del blog, del cui collettivo faccio parte (a proposito, siete ancora in tempo per contribuire).
Se volete leggere questa guida-racconto potete andare qui.
Buona lettura.

Fake News, Chomsky BDS e Corriere della sera

Di fake news se ne parla tanto, soprattutto da parte dei massmedia più istituzionali che, denotando un certo pressapochismo, accusano ‘la rete’ di esserne la fonte principale, e propongono come rimedio controlli più stringenti su quanto non è istituzionalizzato come loro. Questo post è per presentare uno dei tanti casi in cui la fonte delle fake news è un giornale istituzionale, il questo caso il corriere della sera.
Come si vede nello stralcio riportato in questo tweet il Corriere prende posizione sulla discussione tra PD, Brigata Ebrica, ANPI e BDS sull celebrazioni del 25 aprile a Roma, e nel farlo critica il movimento BDS, definendola “una campagna da cui si sono dissociati persino intellettuali notoriamente filopalestinesi come [] Noam Chomsky“.
Leggendola questa affermazione mi è suonata strana, per cui ho digitato nel motore di ricerca più famoso “Noam Chomsky BDS” e al terzo posto nei risultati ho trovato questo in cui Chomsky afferma “far from being critical of BDS, I was strongly supportive of it”.
Ora, a me sembra che tra ‘dissociazione’ e ‘forte supporto’ ci sia una profonda differenze. E mi pare anch che la verifica che ho fatto io in 2 minuti avrebbe non potuto ma dovuto farla ogni giornalista serio prima di scrivere, e ogni redazione seria prima di pubblicare.
Ovviamente io gli ho segnalato la cosa (a loro e anche a Chomsky, ovviamente), se fossero in buona fede pubblicherebbero un errata corridge in prima pagina. Pensate lo faranno?

Razza migrante

Maz Project ha pubblicato la versione 1.0 dell’e-book Razza migrante (liberamente scaricabile dal link precedente); all’interno c’è anche un mio racconto intitolato Ad Evanston. Non è un racconto nuovo, l’avevo scritto già nel 2011, all’indomani dei riot francesi e inglesi, ma è molto adatto al tema del libro che, come annunciato dal titolo, sono le migrazioni.
Buona lettura.

Pubblico e privato

La settimana scorsa è circolata la notizia che la TELT (la società General Contractor del tunnel dell’alta velocità Torino-Lyon) vuole realizzare una mostra d’arte nel cunicolo geognostico di Chiomonte (non nel tunnel della TAV, come erroneamente titolava Repubblica, dato che questo ancora è lontano dall’essere iniziato), mostra che sarà curata da Luca Beatrice.
Questa mostra da l’impressione di voler essere una risposta alle tre opere che Blu ha realizzato in Valsusa a sostegno del movimento Notav (1, 2 e 3), se questa fosse l’intenzione bisognerebbe catalogare questa scelta come l’ennesimo passo falso del sempre molto sopravvalutato Mario Virano.
Continue reading

Utile

Per una volta devo ammetterlo, ieri il senatore Stefano Esposito con un suo post ha reso un ottimo servizio alla collettività.
Partiamo da un passo indietro, ieri un italiano che combatte con le forze di autodifesa curde in Siria ha postato un video per illustrare la situazione nell’area e rivolgere alcune richieste a personaggi politici quali Renzi e la Mogherini. Vedendo il video il senatore Esposito per prima cosa ha sentito il bisogno innanzitutto di rivelare il nome di questa persona, mettendola a rischio, non tanto ora che combatte quanto quando deciderà di spostarsi altrove, visto che l’unica via d’uscita dal Rojava passa dalla Turchia, dove chiunque sia alleato dei curdi è sottoposto a vessazioni di ogni tipo.
Una volta fatto questo il senatore ha sentito la necessità di dichiarare che D.G. è un cattivo esempio. Non per le sue convinzioni, infatti è dalla parte dei curdi come il sen. Esposito dice di essere, e ritiene che Erdogan sia “un pessimo soggetto” come il sen. Esposito dice di ritenere, ma perchè, invece di sostenere un governo alleato del pessimo soggetto e latitante sia sulla questione curda che sulla guerra all’ISIS come fa il senatore, decide di impegnarsi in prima persona in coerenza con le proprie convinzioni.
A questo punto qualcuno dirà che la dichiarazione del senatore è dovuta a vecchie ruggini (Grasso, come lo stesso Esposito tiene a ricordare, è un notav ed un militante del centro sociale Askatasuna, due delle entità più indigeste per l’esponente PD) ma io penso che vedere le cose in quest’ottica sia limitativo, così come lo sarebbe ritenere che il pensiero del senatore non sia esemplare di quello del suo partito.
Andando al nocciolo, dichiararsi dalla parte della giustizia e contro gli assassini come Erdogan va bene, ma agire concretamente per migliorare la situazione è sbagliato e perfino “allarmante”, questo è il concetto di partecipazione secondo il PD. Ringraziamo il senatore Esposito per avercelo così esplicitamente chiarito.

Altrove 2

In attesa di riuscire a trovare il tempo per scrivere qualcosa qui sopra continuo a linkare miei interventi su altri siti. Oggi segnalo una discussione sul TAV in calce a questo post su giap (che peraltro già di suo varrebbe la pena di essere letto), in cui ci sono parecchi commenti miei. Aldilà della paternità degli interventi la discussione mi sembra un’utile descrizione non tanto delle ragioni dei notav, quanto dell’inesistenza e/o pretestuosità di quelle dei sitav.
Buona lettura