I reietti dell’altro pianeta

A Ursula Le Guin mi ha fatto avvicinare Filippo. I primi incontri non sono stati entusiasmanti, ma ha insistito abbastanza perchè insistessi anch’io, e adesso lo ringrazio di questo. Già in L’occhio dell’Airone avevo trovato molte cose interessanti, anche se nell’ultima parte la descrizione dei paesaggi, punto debole della scrittura della Le Guin, occupa molto spazio efa perdere un po’ quota al racconto. In I reietti dell’altro pianeta invece non ho trovato buchi.
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Controllo

Io lavoro per un’azienda che mi affitta ad una seconda azienda, che mi affitta ad una terza azienda. Se dopo questo incipit vi state chiedendo quanto la terza azienda paga per il mio lavoro, e che percentuale di questo arrivi a me che il lavoro lo faccio son ottime domande ma non so darvi risposte. Infatti non è di questo che volevo parlarvi, bensì dei rendiconti.
Ad ognuna delle tre ditte devo rendicontare le ore che lavoro, alla prima mensilmente con un foglio excel, alla terza sempre con un foglio excel ma settimanalmente. Per la seconda sfioriamo il delirio, devo caricare i dati settimanalmente su un programma e confermarli come definitivi quindicinalmente. Non ogni due settimane, proprio ogni 15 giorni, a metà e fine mese, col risultato che in alcune settimane devo dare i dati due volte. L’ossessione per il controllo (presunto, che per capire se/quanto/come sto lavorando una sfera di cristallo è molto più utile di quei fogli ore) è a livelli patologici. Continue reading

“Un conto è la campagna elettorale, un conto è governare”

Sergio Chiamparino si è da tempo ritagliato un suo ruolo (in senso teatrale) a cui resta fedele anche nei momenti di difficoltà. Quello che invece tende a perdere nei momenti di difficoltà (come pare essere per lui quello attuale) è la misura di quanto dice rispetto a quanto fa passare sotto silenzio, in particolare in questo articolo si lascia scappare una frase notevole.
Un conto è la campagna elettorale, un conto è governare” dice il governatore del Piemonte, come dire che per lui è scontato che nessun politico si aspetti davvero di fare quel che promette agli elettori. Verrebbe da chiedergli allora in base a cosa un elettore dovrebbe decidere, visto che tutto ciò che viene detto in campagna elettorale non ha valore. O quantomeno perchè qualcuno dovrebbe decidere di votare lui, visto che dichiara di non dare valore a quanto promette. Continue reading

Diario scolastico 5

Forse avete la fortuna di non saperlo, ma ieri si sono chiusi i seggi. No, non per la camera o per il contratto di governo, i seggi (virtuali) di una nota catena di supermercati per il fai-da-te relativi ai progetti per le scuola.
Si, ora mi spiego meglio. Questa famosa catena (chiamiamola B) ha messo a disposizione un certo importo (ignoro quanto) per finanziare progetti nelle scuole. Si potevano presentare progetti ed i più votati avrebbero ricevuto il finanziamento, fino ad esaurimento della somma. Ora, non so come alla B hanno pensato che sarebbe andata la votazione, ma nella realtà, come non era difficile immaginare, è stata una corsa a chi riusciva a impietosire più amici/parenti/colleghi per fargli votare il progetto della scuola del figlio/a.
E così al problema di da quale canale arrivino i (necessari) finanziamenti alle scuole c’è proprio una questione pedagogica, ovvero l’incitamento al tutti contro tutti, al cercare di prendere, togliendo così ad altri, senza mai chiedersi se l’altro ne aveva più o meno bisogno di te. E questo già nella scuola dell’infanzia.
Poi chiediamoci come nascono i Salvini ed i loro elettori.

Il wrestler, ovvero due o tre cose sull’alternanza #scuolalavoro

Ieri una mia collega d’ufficio è andata presso un IIS (quelli che quando li frequentavo io si chiamavano ITIS) a effettuare dei colloqui propedeutici al portare alcuni allievi della scuola a fare l’alternanza presso la ditta per cui lavoro. Al ritorno da questi episodi ha raccontato un po’ della sua giornata, e nelle chiacchiere di una persona che di mestiere si occupa di selezione del personale e formazione mi è sembrato di trovare due o tre spunti interessanti sull’argomento scuola-lavoro.
Il primo è quello da cui ho preso il titolo per il post. Uno dei ragazzi colloquiati, non so se per semplice scazzo o per una protesta più consapevole, ha scelto di rispondere all’intervista in modo provocatorio, per cui alla domanda su che lavoro volesse fare da grande (forse già questa espressione, usata dalla collega, da sola basterebbe a spiegare perchè il ragazzo non fosse affatto felice di rispondere all’intervista) ha risposto ‘Il wrestler’ e alla domanda ‘Cosa ti interessa della nostra azienda’ ha risposto ‘A me non interessa la vostra azienda’. Quest’ultima risposta in particolare non dava pace alla mia collega, si chiedeva come fosse possibile un simile atteggiamento. Confesso di averci messo un po’ a realizzare che leif che fa i colloqui di selezione per l’alternanza scuola lavoro, non sapeva che i ragazzi fossero obbligati a praticarla, finchè non gliel’ho detto era onestamente convinta che fosse una loro libera scelta.
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Diario scolastico 4

Ieri pomeriggio, andando a prendere nostro figlio a scuola, nel suo armadietto abbiamo trovato un foglietto con dei buoni sconto per delle giostre che per circa un mese saranno nel parco Ruffini, a un paio di chilometri da casa nostra, nell’armadietto ce li aveva messi la scuola, su istruzioni del comune, che della scuola è il proprietario e gestore. Detta così sembrerebbe un’iniziativa carina se non che:
a) Molte promozioni sono pseudopromozioni tipo ‘paghi 1 prendi 2 per ogni bambino’ su giostre dove il bambino va accompagnato dal genitore, quindi per usare il buono finisci a pagare 3 corse anzichè 2
b) Gli sconti sono validi per bimbi da 5 a 11 anni, quindi non per la maggior parte dei bimbi della scuola. Anche a quelli per cui non sono validi arriva però la pubblicità, patrocinata dal comune Continue reading

Heartland

Ho iniziato a leggere Heartland incuriosito da una presentazione/intervista di Wu Ming 4, e devo dire che non ha deluso le aspettative.
Il romanzo racconta le vicende di alcuni abitanti di Tipton, cittadina della periferia di Birmingham, nel pieno delle Midlands che sono state il cuore dell’industria pesante inglese e che di quella stessa industria hanno seguito e stanno seguendo il disfacimento.
E proprio questo è il tema del romanzo, il disfacimento. Delle famiglie, delle classi, delle stesse identità di ogni individuo (salvo poi, per alcuni, ricostruirsi in un’abborracciata identità nazionale o religiosa ostentata quanto più possibile ma priva di profondità). Calciatori mancati, piccoli politici locali, insegnanti precari, un avvocato d’ufficio, un ex studente modello si muovono sulle pagine cercandosi un proprio posto nel mondo, diverso da quello in cui più o meno stabilmente si trovano e che tutti detestano. Continue reading

Una risorsa

A gennaio probabilmente mi cambieranno lavoro, ovviamente non si sa ancora per andare dove ma al 99% non farò più la stessa cosa e non avro più gli stessi colleghi.
L’altro giorno uno di questi colleghi (il capo del ‘team’ di cui faccio parte) stava parlando col suo capo delle prossime scadenze e ad un certo punto ha detto “poi tra un po’ mi togliete pure una risorsa…”. Dal tono, dall’espressione, da tutto il contesto si capiva che con quella frase oltre a lamentarsi della diminuzione delle ore di lavoro di cui poteva disporre c’era del dispiacere per il fatto che un collega sparisse, però adesso l’attenzione la vorrei mettere proprio sulle parole, su quel ‘risorsa’, e su quanto l’usare questa parola per una persona sia avvilente, non solo per chi si sente definito così, ma proprio per quanto ci dice del modo di pensare che i lavori (almeno quelli come il mio) richiedono con una veemenza tale da essere quasi un’imposizione. Continue reading

Diario Scolastico 3

Ieri prima riunione della “commisione scuola famiglia”, che dovrebbe esere l’organo collegiale che governa la scuola. E’ formato dal resposnsabile didattico, l’economo, 1 genitore ogni sezione, 1 insegnante ogni 2 sezioni, 1 assistente ogni 4 sezioni; nella scuola di mio figlio fa un totale di 16 persone.
Il fatto che esista questo tipo di commissione è una buona cosa, e per quel poco che ho capito alla prima riunione mi sembra anche che i rapporti al suo interno siano come dovrebbero essere, senza guerre ma anche senza remore nel segnalare problemi; il punto è quali sono e cose di cui si trova ad occuparsi, perchè ieri una buona parte dell riunione è stata dedicata all’organizzazione e gestione di mercatini di autofinanziamento e raccolte punti presso i supermercati. Continue reading