Una domandina dopo i fatti di Vanchiglia

Ieri sera nel quartiere Vanchiglia di Torino è successo questo.
La polizia ha deciso che per forzare l’applicazione di una assurda e inutile ordinnza contro l’utilizzo di bottiglie di vetro il modo migliore era menare di brutto chiunque si trovasse nella zona in cui erano presenti bottiglie illegali (illegali solo a quell’ora, 3 ore prima andavano benissimo, stamattina vanno di nuovo benissimo, fino a stasera).
Che la polizia italiana sia questo è un fatto noto da tempo a chiunque non tenga gli occhi chiusi sotto una benda coperta dalle proprie mani, ma da questo mi nasce una domanda relativa ai molti che dichiarano di voler “rifare la sinistra” (non che Civati o Montanari siano paggio deglli altri, anzi, agli altri non si parla nemmeno più, si sa che è inutile): è possibile che a NESSUNO di voi sia venuto in mente di dire che oggi per chiunque sia di sinistra, anche moderata, in Italia il primo problema è riportare sotto controllo il delirio securitario con i conseguenti abusi di polizia?

One thought on “Una domandina dopo i fatti di Vanchiglia

  1. La risposta è sì, certo che gli è venuto in mente, ma si guardano bene dal dirlo per una semplice ragione: il delirio securitario porta (ha portato e forse porterà) sempre più voti della garanzia di libertà.

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