To tweet or not to tweet

A seguito del ‘flame’ #Bobbio (vedi storify di @uomoinpolvere) e alla ri-affermazione di diminuito (eufemismo) interesse per la piattaforma da parte dei WuMing, in molti stanno mettendo in discussione la loro presenza su twitter, ad esempio su identi.ca (l’alternativa a twitter più gettonata in questi giorni) sempre @uomoinpolvere ci scherza così:
Vendo account twitter tenuto bene, trending followers in ascesa, 500 € tratt., attenersi perditempo, valuto permuta con offerta di lavoro.
mentre altri pensano di usare entrambe le piattaforme, in modo indipendente o in parallelo (si può farlo tramite tweetdeck come spiegato qui).

Forse il discorso vi sembrerà una questione puramente tecnica, e quindi di scarsa rilevanza, ma a me sembra che invece sia una scelta di impostazione fondamentale, e provo a spiegarmi.
Per prima cosa lasciamo fuori dal discorso due gruppi, uno è quello di chi è decisamente famoso, come i WuMing che, a meno di emigrare in Groenlandia senza connessioni, saranno seguiti da un bel numero di persone ovunque stiano, l’altro è quello di chi ha scelto di usare i due account in parallelo, perchè questi di fatto restano su twitter quanto c’erano prima (per quel che conta, se non fossi bloccato da un problema tecnico io adotterei questa soluzione). Queste due categorie non sono comprese nel discorso.
E veniamo a quello che, per me, è il punto. Passare da twitter a identi.ca permette sicuramente di trovare un ambiente meno inquinato da mestatori vari, in cui si può parlare e non si deve urlare, però questo avviene perchè è un ambiente in cui ci si trova tra simili, e allora spostarsi li per me significa decidere che si fa una scelta precisa, quanto meno rispetto al microblogging, cioè quella di usarlo per formarsi, informarsi, organizzarsi, ma non per diffondere le proprie idee e/o posizioni.E’ una scelta giusta? Sbagliata? E’ necessaria o si può fare anche in altro modo? Di sicuro dipende molto da come e quanto si usa twitter, e da quanti follower si hanno, quindi non mi azzardo a dare una risposta generale. Nel mio caso però conto di restare ancora su twitter, e di affacciarmi ad identi.ca solo come ascoltatore o quasi, a meno che le migrazioni non spostino tutto ciò che c’è di interessante.
Insomma, so che è uno sporco lavoro, ma penso serva ancora farlo.

One thought on “To tweet or not to tweet

  1. Tempo perso spostarsi da un canale non moderato ad un altro canale non moderato, ha gli stessi limiti, ha lo svantaggio di fargli perdere comunque del pubblico, e il giorno che su identi.ca ci va anche il figlio del padrone di casa al quale hanno imbrattato il muro scrivendo “NO TAV” si ritrovano con lo stesso identico casino.

    Una gran perdita per tutti invece il fatto che si “secchino” e decidano di non usare più il socialnetworking solamente a causa del trolling dei massmedia.

    I WuMing non ci perderebbero niente a continuare ad usare Twitter, chi ci guadagna dalla loro migrazione é chi non vuole che i WuMing continuino ad usare Twitter, che probabilmente fornisce anche il più grosso bacino di utenza per il loro messaggio.

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