Meno peggio

Torno a parlare di ‘cambiare si può‘. Stavolta non per chiedermi se votarli o meno, se partecipare, e in che modo, al loro sforzo o meno, ma per commentare un evento, che riassumo brevemente. Mi scuso in anticipo per l’abbondanza di virgolette di questo post, ma evitarle l’avrebbe reso (ancora) più prolisso.
Le assemblee di ‘cambiare’ avevano deciso di appoggiare la candidatura di Ingroia a certe condizioni, due delle principali erano l’accordo su un rifiuto netto ed incondizionato dell’agenda Monti e quello sulla non candidatura di esponenti di primo piano dei partiti che sostengono lo stesso candidato (Idv, Rifondazione, Comunisti Italiani, Verdi). Il 29 dicembre, in un incontro tra i tre delegati di ‘cambiare’, Ingroia e alcuni delegati dei partiti, il candidato premier ha chiarito che dei partiti verranno tenuti fuori i simboli, ma non i dirigenti (solo Rifondazione si era detta disponibile al passo indietro, se anche gli altri avessero fatto altrettanto), e che non era possibile escludere a priori un’alleanza col PD, che dell’agenda Monti è uno dei principali sostenitori.
In seguito a questa presa di posizione i tre delagati hanno dichiarato che per loro non c’erano le condizioni per l’accordo, ma che avrebbero rimesso la proposta agli ‘iscritti’ di ‘cambiare’ (vedi questo articolo di Chiara Sasso). C’è stata una votazione online, di cui non sono riuscito a trovare i risultati esatti ma in cui, dai commenti ritrovati sul sito e in giro per la rete, mi sembra di aver ricostruito che favorevoli all’accordo siano stati il 60% (e comunque sono ragionevolmente certo che siano stati la maggioranza). Continue reading

Cambiare si può?

Su twitter ho ricevuto un link a questo appello. Sono fortemente combattuto. Da una parte sono assolutamente convinto che i ‘vecchi’ partiti, anche quelli che ritengo abbiano ancora una propria dignità, siano strumenti inadatti a fronteggiare l’emergenza che ci sta per arrivare addosso (ripeto, che ci sta per arrivare, quel che è successo finora sono solo le prime, timide avvisaglie, e anche la Grecia non ha ancora visto il peggio), e quindi non chiederei di meglio, però…
Però, vuoi per i nomi dei promotori, vuoi per la genericità (vaghezza?) della proposta “cambiare si può” mi ricorda tanto ALBA, che è stata un lodevole tentativo, ma che a mio giudizio non è riuscita ad attecchire. E non ha attecchito, sempre a mio giudizio, proprio per essere rimasta troppo sul vago.
Insomma, il dilemma è sempre quello, a fare il donchisciotte partendo lancia in resta per ogni causa persa si finisce per non esserci quando servirebbe, a restare fermo pure… per stavolta rinuncio anche adare un'”indicazione di voto”, guardate voi nomi e programma (chiamiamolo così). In effetti è già è di più di quanto offra attualmente un qualunque partito, però…
Mentre leggete io cerco di decidere che fare. Continue reading