Book review 3

Terza puntata delle mie minirecensioni con altri tre libri. Stavolta mi è andata un po’ meno bene.

Antonio Scurati – M – Bompiani
Secondo molti non si può fare, giudicare un libro senza averlo finito, a maggior ragione se sarà il prossimo vincitore dello Strega, ma quando la ridondante pedanteria dell’elencazione di fatti troppo uguali uno all’altro ti porta intorno alla pagina 250, quindi non ancora a metà libro, ad averlo già abbandonato e ripreso più volte, e a decidere di lasciarlo forse si può.
Voto 4

Bernard Thomas – La banda Bonnot – Bepress
Il racconto delle gesta della ‘banda Bonnot’ e della reazione poliziesca alle sue gesta nella Francia di inizio ‘900. Interessante l’argomento ma il racconto resta metà strada tra la cronaca e il romanzo (con qualche sconfinamento nell’invettiva), a tratti confuso a tratti pedante, quasi mai scorrevole.
Voto 5

Matteo Meschiari – Bambini. Un manifesto politico – Armillaria
Un’analisi della nostra società partendo dal trattamento che riserva ai bambini. Come nell’altro libo di Meschiari che ho letto a volte le conseguenze dei ragionamenti sono un po’ troppo spinte all’estremo ma i punti sollevato sono veramente molti (al contrario della maggioranza dei saggi il testo ha il dono della sintesi) e interessanti
Voto 7

Book review 2

Seconda puntata delle mie minirecensioni con altri tre libri (ho qualche arretrato, non saranno sempre così ravvicinate)

Wu Ming 1 – La macchina del vento – Einaudi
Sull’isola di Ventotene, nel periodo in cui era utilizzata del fascismo come confino personaggi reali e d’invenzione devono affrontare il “tempo dell’impossibilità”, in cui ogni azione gli è preclusa, e sopravvivergli in modo da non arrivare svuotati al momento della resa dei conti.
Voto 9

Takoua Ben Mohamed – La rivoluzione dei gelsomini – Becco Giallo (graphic novel)
Autobiografia a fumetti dell’autrice, cresciuta prima nelle Tunisia di Ben Alì, in una famiglia di oppositori al regime, e poi in Italia. Da ignorante in materia di Tunisia l’ho trovato ben pensato e costruito, forse solo un po’ troppo veloce la parte italiana.
Voto 7

Claudia Disi – Le rose di Sharon – edizioni Ensamble
Tra poliziesco e spy story, tra Italia, est Europa e medio oriente, a ritmi molto serrati che tengono viva l’attenzione ma impediscono di dare spessore ai personaggi. Pessimo il finale con una smodata apologia dello stato di Israele.
Voto 5

Book review 1

Prima puntata di questa mia piccola rubrica di recensioni, che proseguirà con periodicità incerta. Quando arriverò ad aver terminato 3 libri ne pubblicherò una brevissima recensione, cercando di evitare spoiler. Ecco i primi tre, in ordine di lettura.

Vladimir Tasic – Il muro di vetro – edizioni Ensamble
Una storia ambientata tra il Canada e la ex Jugoslavia, narrata come attraverso una nebbia che nasconde molto dell’oggetto (degli oggetti) del racconto, ma li rende attraverso i loro dettagli. Partendo dai problemi dell’educazione di un figlio in una coppia divorziata si risale, non senza divagazioni, la catena di eventi che ha generato la situazione fino alle cause dell’emigrazione di quella stessa coppia in Canada.
Voto 8

Anthony Cartwright – Il taglio – 66th and 2nd
Un reportage, un’intervista, una documentarista freelance e un operaio precario nella provincia inglese del referendum sulla Brexit, che incombe su tutto. Una storia breve, ancora più cupa delle precedenti di Cartwright, durissimo nel suo racconto di come il disastro sociale inglese diventi anche il disastro di ogni singola vita che non abbia abbastanza soldi per galleggiare sopra la tempesta.
Voto 9

Giaime Alonge – Il sentimento del ferro – Fandango libri
Due vicende in parallelo, una spy story ambientata negli anni ottanta spaziando un po’ ovunque nel mondo, ed il suo antefatto, ambientato in Polonia nei primi anni quaranta. Ovviamente c’entrano il nazismo e la questione ebraica, e in questo il libro probabilmente non dice molto di nuovo, ma l’autore, senza perdere il ritmo dell’intreccio, riesce a dare ai personaggi il tempo di esprimere punti di vista e riflessioni non banali.
Voto 8