“Un conto è la campagna elettorale, un conto è governare”

Sergio Chiamparino si è da tempo ritagliato un suo ruolo (in senso teatrale) a cui resta fedele anche nei momenti di difficoltà. Quello che invece tende a perdere nei momenti di difficoltà (come pare essere per lui quello attuale) è la misura di quanto dice rispetto a quanto fa passare sotto silenzio, in particolare in questo articolo si lascia scappare una frase notevole.
Un conto è la campagna elettorale, un conto è governare” dice il governatore del Piemonte, come dire che per lui è scontato che nessun politico si aspetti davvero di fare quel che promette agli elettori. Verrebbe da chiedergli allora in base a cosa un elettore dovrebbe decidere, visto che tutto ciò che viene detto in campagna elettorale non ha valore. O quantomeno perchè qualcuno dovrebbe decidere di votare lui, visto che dichiara di non dare valore a quanto promette. Continue reading

Sugli incendi in Valsusa

Prima il silenzio assoluto, poi il rumore più caotico, entrambi con lo scopo di non far capire: questo è stato l’atteggiamento dei media mainstream rigurado agli incendi in Valsusa. In questo post raccolgo qualche articolo apparso su altre fonti e che mi sembra dica cose un po più sensate

– Prima di tutto, per chi fosse stato lontano durante questa settimana, su TGVallesusa un breve riassunto dei fatti
Qui Claudio Giorno analizza le cause della siccità, che non è solo dovuta alle scarsissime precipitazioni di quest’autunno.
– Su Giap, il blog dei Wu Ming, un post e una lunga serie di commenti, centrati proprio su come i media hanno affrontato la questione.
– Sul sito di Radio Blackout un’intervista a Luca Giunti, guardiaparco in Valsusa, realizzata al terzo giorno di incendi
– Su Diario del web un pezzo di Maurizio Pagliassotti sulle vere cause di questo disastro.
– Su Alpinismo Molotov (blog con cui collaboro) la disamina di un articolo de “La Stampa” è usata per spiegare come vengono fatti passare messaggi distorti senza mentire esplicitamente.
– Per finire su questo stesso blog ho parlato di come alcuni poitici abbiano cercato di strumentalizzare la questione a favore del TAV, e di cosa questo ci dica della loro idea di governo.

Elettorale

Stamattina sono uscito di casa per andare al lavoro. Come al solito, andando verso la metropolitana, sono passato vicino ad una fermata del 55 (per chi è di Torino quella di corso Racconigi quasi angolo corso Vittorio), che da mesi presenta una larga zona dove l’asfalto ha ceduto, abbassandosi in alcuni punti anche di 30 centimetri. Come dicevo la situazione è questa da mesi, oggi però ho trovato il segno che il comune aveva finalmente messo in atto un’azione decisiva: aveva transennato l’area dal fondo ceduto e spostato provvisoriamente la fermata una cinquantina di metri più avanti!
Oltrepassata la fermata ho proseguito fino alla metro, ho superato gli scomodissimi cancelli, sono sceso, ho atteso la mia vettura, ci sono salito e…. sono rimasto lì. Per quasi 10 minuti le porte non si sono chiuse, la vettura non si è mossa, e dall’altoparlante non è uscito alcun tipo di comunicazione, tranne un avviso che imponeva di non abbandonare i propri bagagli all’interno delle stazioni. Alla fine anche qui c’è stato un gesto risolutivo, è stato trasmesso un messaggio che diceva che la metropolitana era ‘temporaneamente fuori servizio’ e tanto peggio per chi si era bruciato un biglietto attraversando i cancelli (a me è andata bene, sono abbonato).
I guasti alla metro di Torino non sono rari, siamo a una media di quasi uno a settimana (la settimana scorsa era stata una fuga di gas, di nuovo al venerdì, ma di sera), tanto da rendere evidente che l’intero impianto o è malpensato, oppure ha bisogno di molta più manutenzione (o entrambe le cose).
Analogamente, di buche oltre i 10 cm di profondità nelle strade a Torino si trovano un po’ ovunque (anche se sembrano avere una certa preferenza per le piste ciclabili), e gli interventi latitano. D’altronde Torino è la città italiana con il più alto debito procapite (il link è a un articolo un po’ vecchio, ma i dati non hanno avuto cambiamenti significativi), queste ne sono le ovvie conseguenze.
Ho deciso di scrivere questo post perchè Sergio Chiamparino, il sindaco durante la cui decennale amministrazione si è creata questa situazione, è candidato a diventare il presidente della regione Piemonte dopo le prossime elezioni, e perchè visto che i giornali torinesi piaono averlo già adottato credo che difficilmente potrete trovare riflessioni simili sulle loro pagine.
Però, prima di infilare la scheda nell’urna, o prima di andare al seggio, non sarebbe male che ci pensaste.