Violenza ordinata

Recentemente la polizia italiana si è segnalate per due volte in quattro giorni per episodi di violenza gratuita (sabato e martedì), evidenziando una violenza sistematica delle forze dell’ordine che Marco Bascetta sul manifesto definisce “ordinaria” ma che a me pare pare più pertinente definire ordinata, in quanto la sua ripetitività evidenzia un ordine che pare difficile attribuire al caso, o a fantomatiche “mele marce”. Come si faceva notare in un tweet del @LabCrash, più che alle mele bisognerebbe guardare all’albero.
Negli stessi giorni Gianni Tonelli, presidente nazionale del sindacato di polizia Sap si scaglia contro un appello sottoscritto da vari intellettuali per una manifestazione convocata per stigmatizzare lo sproporzionato accanimento della procura di Torino nei confronti di 4 notav (in carcere in regime di isolamento da mesi con l’accusa, tutta da dimostrare, di aver bruciato un compressore, negli stessi giorni in cui Marcello dell’Utri, condannato per mafia, veniva lasciato fuggire in Libano). Questi intellettuali (con particolare Erri De Luca, primo firmatario) vengono accusatida Tonelli di agire (volontariamente o meno) in modo da preparare un ritorno del terrorismo in Italia.
Lo so, non è una novità, in psicologia è un fenomeno noto, quello di attribuire ad altri le proprie intenzioni, ma pensare che quella riportata qui sopra sia una non-notizia sarebbe grave.

A chi la spara più grossa

Il primo tassello è stata la scomposta reazione di Caselli a questo pezzo di Erri De Luca.
Poi ha proseguito Paolo Griseri su Repubblica, riportando di presunte consulenze sospette a esponenti notav per l’autostrada del Frejus, venendo poi smentito da uno degli ‘accusati’, Claudio Cancelli. (a cui Repubblica non ha comunque pubblicato la lettera in cui si difendeva, la completezza dell’informazione prima di tutto)
Ieri hanno insistito molti giornali, tra cui Repubblica, ed il senatore Stefano Esposito, millantando un imminente inizio dei lavori in Francia. Peccato che, come ha ben riassunto @mazzetta qui, avessero scambiato 15 anni per 15 giorni.
Oggi rilancia la procura di Torino, iscrivendo nel registro degli indagati per un episodio del 1 agosto Marco Bruno, in quanto identificato da un testimone. Peccato che un biglietto dimostri che la sera del 31/7 era salpato da Genova in direzione palermo (ma sui giornali, ad esempio Repubblica, le correzioni latitano…)
Difficile dire chi la spara più grossa, ma ripetere ancora che non c’è nessuna aggressione nei confronti dei notav offende la logica.