La ferrovia della battaglia

Da un po’ di tempo sto lavorando ad un nuovo romanzo che girerà intorno a quella che è conosciuta come la battaglia della ferrovia. Per ora ho lavorato sostanzialmente a documentarmi, ma un primo prodotto collaterale di questo studio è stato pubblicato l’altro ieri su alpinismomoltov.org, in quanto farà parte delle ‘ricompense’ per chi contibuirà al crowdfounding di Diverso il suo rilievo, la prima festa del blog, del cui collettivo faccio parte (a proposito, siete ancora in tempo per contribuire).
Se volete leggere questa guida-racconto potete andare qui.
Buona lettura.

L’eco di uno sparo

Devo premettere che quando ho deciso di leggere L’eco di uno sparo mi aspettavo di trovarmi di fronte ad una storia completamente diversa: il nome dell’autore, associato a vicende partigiane, mi portava ad ipotizzare una storia del tutto diversa da quella raccontata. Non stavo cercando un libro che illustrasse la vita comune della reggiana degli anni dai ’20 ai ’50 del secolo scorso, e forse non ci ero preparato.
Detto questo, e riconosciuto che la descrizione di quell’ambiente la trovo riuscitissima, e la scrittura quasi sempre molto godibile, non sono però riuscito ad apprezzare il libro. Se è vero che nel romanzo più volte Zamboni dichiara esplicitamente di non considerare i uguali le due parti in conflitto, ed anzi si schiera inequivocabilmente dalla parte dei partigiani, sia nella forma che nel peso le vicende narrate sembrano invece tutte tese a sottolineare la fondamentale uguaglianza, se non delle due fazioni almeno degli uomini che le componevano (altissimi gradi esclusi, di questo gli va dato atto), cosa che al mio orecchio non suona poi tanto diversa.
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