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  Cosa pensare del batter d'ali
che frantuma la notte in una tempesta
di lucenti briciole
o del piede ferito dal troppo camminare
non sorretto ne sospinto
del bastone cui ti appoggi.
Cosa pensare della tenue luce
che rialza il nero sfondo, o degli occhi
socchiusi sottili come lame
e come di lame dolenti
che in uno sforzo senza pių speranza
ancora frugano quel poco di mondo
che loro si concede.
Che dire di tutto il nostro vivere
Vuoi forse essere tu
cosė saggio da etichettare come vano
questo cieco tentare?
E vano sembrerebbe
e vano č forse andare
solo un vezzo narcisistico
il non volersi fermare.
Tu sei saggio, e saggiamente parli
e appiani il mondo con il tuo pensiero
ma sotto i miei piedi resta la salita
di un ciuffo d'erba, e qualche sasso sparso
piccole vibrazioni di una linea
altrimenti perfetta, piccole vibrazioni
che, nel tuo disegno
non riesco a ritrovare.