Diario scolastico 2 (ma anche altro)

Qui (saltate pure la prima parte sugli avvisi di garanzia, davvero poco interessante) buona descrizione della situazione di GTT Torino, il debito della società, di circa 500 milioni, pur essendo una cifra impressionante è meno del 15% del debito della città, ma in questo momento ha un peso terribile sulla gestione del comune, scuole comunali comprese.
Una delle leggi varate negli ulimi anni per strangolare gli enti locali e spingere i residui utenti dei servizi pubblici verso il privato prevede che un comune non possa fre assunzioni, neppure a tempo indeterminato, se non ha approvato il bilancio, cosa che ovviamente non può fare finchè non è approvato il bilanco delle controllate, come GTT, che al momento non è in grado di farlo. Uno dei risultati di questa idiozia è che nelle scuole comunali non si possono assuere supplenti, anche a fronte di malattie a lunga degenza. Continue reading

La metropolitana di Torino

I mezzi pubblici io li uso quando piove, se è asciutto preferisco la bicicletta. Oggi, ovviamente, mezzi pubblici. Mezzo chilometro a piedi per arrivare alla stazione Racconigi (pullman che fanno quel tragitto non ce ne sono, neanche a volerli prendere), passo gli somodissimi cancelli elttrici, che in stazioni più affollate della mia causano lunghe code, scendo le scale e, arrivato alla banchina, sento annunciare che il servizio è sospeso ‘per cause tecniche’. Non dovrei stupirmene, a Torino succede ad ogni pioggia di qualche rilevanza, la stazione Porta Susa ha aperto 5 anni in ritardo perchè non si riuscivano a bloccare le infiltrazioni d’acqua nemmeno quando non pioveva, però il problema è che, da quando è in funzione la metropolitana, in corso Francia non ci sono più autobus che fanno lo stesso percorso, quindi quando la metro si blocca addio mezzi pubblici. Per fortuna stavolta il servizio è ripartito, sono risceso alla piattaforma, ho lasciato passare i primi 3 treni, troppo pieni per salirci (su come sono stati disegnati i vagoni, strettissimi, si potrebbe aprire un lungo discorso ma rimando), finalmente, sul quarto, spingendo si riesce a salire, e in qualche modo la si sfanga. Dagli altri passeggeri vengo a sapere che il blocco questa volta è durato solo un quarto d’ora.
La domanda però rimane: che utilità ha un trasporto pubblico che si blocca appena piove? I miliardi spesi per realizzare questa unica linea, molto comoda per chi gli abita o lavora vicino, inutile per la maggior parte dei torinesi, non sarebbero stati spesi meglio per comprare qualche centinaio di autobus ecologici e pagare i relativi autisti?