Le radici cristiane dell’Europa

Ho sempre pensato che quanti chiedevano che nella costituzione dell’UE fosse inserito un richiamo alle radici cristiane dell’Europa avessero torto, rifelttendo sul comportamento tenuto dalle istuzioni UE nelle ultime settimane sulla questione del debito greco ho cambiato opinione.
L’ostinata negazione di realtà evidenti, quali l’impossibilità per la Grecia di ripagare il debito e il fatto che le misure proposte finora dalla stessa UE in cinque anni non hanno fatto altro che aggravare la situazione di quel paese, rendono chiaro il fatto che la questione di cui queste istituzioni si stanno occupando non è la permanenza o meno della grecia nell’euro o nell’UE, e nemmeno la salvezza dello stato greco. Quello di cui queste istituzioni si stanno occupando è la pepetuazione di un modello di pensiero basato sull’accettazione della sofferenza come una situazione inevitabile e contro cui è vano tentare qualunque forma di ribellione, una situazione in cui il massimo miglioramento a cui si può aspirare è quello di evitare le punizioni inflitte dall’autorità, assecondandala in ogni suo minimo volere.
I greci, in modo più chiaro con il loro referendum di una settimana fa, ma in relatà con tutto il percorso che a quel referendum ha portato, avevano dichiarato la loro intenzione di non accettare questa situazione e di essere pronti a rischiare un crollo immediato pur di avere una speranza di salvezza e non rassegnarsi al lento e doloroso cammino verso il fallimento imposto dall’autorità.
Le ‘proposte’ formulate dalla UE nel vertice di ieri sono la dimostrazione del fatto che per queste isituzioni la risposta greca non può essere accettabile, e non può esserlo perchè nonostante in astratto sostengano di essere per la libertà di opinione nel concreto dimostrano di non poterla tollerare, in quantola loro soppravvivenza è basata sulla passività e la rassegnazione dei loro sottoposti e minacciata da ogni voce che affermi qualcosa qualcosa di diverso dalla loro Verità Unica.
Io questo lo trovo profondamente cristiano.

Lo sporco (lavoro) della Grecia

“Lo sporco della Grecia arriva fino qua”, cantavano qualche anno fa i Ministri con una certa preveggenza. Lo sporco sta arrivando( in parte è già arrivato), ma forse dalla Grecia può arrivarci anche qualcosa di utile, ovvero lo ‘sporco lavoro’ di demistificazione che sulla loro pelle stanno producendo.
Con le ultime elezioni i greci hanno detto tante cose, in molti punti contraddittorie, ma con almenouna certezza: i greci non vogliono accettare i diktat della banca centrale europea e del fondo monetario internazionale: I partiti che appoggiavano questa soluzione (ND e Pasok) hanno raccolto solo 1 voto su 3. Quindi 2 votanti su 3 sono contrari al memorandum, e tra i non votanti (quasi 40% degli aventi diritto) questa percentuale è presumibilmente ancora maggiore.
Questo fatto ha dato il via a una nuova ondata di speculazioni contro la Grecia (ecco il perchè il loro lavoro è sporco, per le quantità di liquame con cui gli speculatori li inondano), ma ha anche messo in chiaro alcune cose.
Prima di tutto ha chiarito che non è vero che che non c’è alternativa al memorandum UE, anzi, che addirittura ce n’è una che non prevede l’uscita dall’UE (è quella che sostiene Syriza, secondo partito alle ultime elezioni, probabile vincitore delle prossime).
Poi, novità di oggi, ha dimostrato che la UE di fronte a chi le tiene testa riduce le pretese, mentre in Italia stiamo vedendo come nei confronti di chi la asseconda diventi sempre più esigente.
Tutte e due mi sembrano informazioni molto importanti. Noi italiani saremo in grado di assimilarle e farne buon uso?