Primarie, politiche e orizzonti

La settimana scorsa su twitter ho avuto una piccola discussione con i 99 posse, partendo da un loro tweet che diceva

Cari rivoluzionari da tastiera, in attesa della rivoluzione d’ ottobre @NichiVendola premier non sarebbe affatto male. Preferite #Renzi?

La mia replica è stata

[email protected] @NichiVendola premier sarebbe un po’ meno peggio di Renzi. Ma pensare un po’ più a lungo termine?

Da qui è partita la discussione, visto però che su twitter la sintesi a volte aiuta ma a volte intralcia cerco di argomentare un po’ meglio. So di farlo con un certo ritardo, ma il tempo è sempre scarso.

Primarie (del pd).
Dei 5 candidati (da destra a sinistra, forse, Tabacci,Renzi, Bersani, Puppato, Vendola) la cosa più sbagliata che si può dire è che siano tutti uguali, però di certo nessuno di loro (nessuno in assoluto, credo) governando con una coalizione basata sul PD avrà mai la possibilità di rinnegare l’agenda Monti. Questo era chiaro dal principio, e quindi bisogna pensare che chi ha accettato di partecipare non abbia intenzione di cambiarla, independentemente da quello che individualmente ne pensi.
A questo punto la domanda: ha senso per chi non vuole l’agenda Monti partecipare alle primarie del PD, votando o sostenendo un candidato? Secondo me no, anzi, sostenere un candidato alle primarie (anche solo per il tempo delle primarie stesse) è dannoso, perchè può far pensare che attraverso il PD e la sua coalizione ci sia una speranza di modificare la direzione del governo del paese, speranza che è solo sogno, e come diceva il boss “A dream is a lie, if it don’t ‘come true”.

Politiche e orizzonti.
Già che ci siamo allarghiamo il discorso, partendo sempre da un tweet dei 99 in quella discussione

@robgast69 al di là della fantapolitica chi ti farebbe piacere avere come premier?

sul momento la mia risposta (dopo la quale loro hanno considerato chiuso il discorso, non so se perchè pensavano che avessi ragione, o che fossi irrecuperabile, o se semplicemente non avessero più tempo) è stata questa

@99Posse X me il problema non è premier. In coalizione Pd farebbe politiche di merda chiunque. Vendola sarebbe stato utile se nn alleato pd

Ok, non votiamo PD (sai che sorpresa), ma chi votiamo? Votiamo?
Una risposta non ce l’ho (ancora), ma sono sicuro che per trovarla bisogna partire accettando il fatto che nelle politiche della prossima primavera non c’è nessuna speranza che venga eletto un governo che una persona di sinistra può considerare accettabile. Quindi bisogna chiedersi se è meglio lavorare per farne uno un po’ meno peggio (ma pur sempre inaccettabile) oppure per far si che alle elezioni successive ci sia una possibilità di eleggerne uno decente? In entrambi i casi il grosso del lavoro non va fatto tramite le urne, ma nessun momento come quello del voto ha il potenziale di ottenere un risultato tanto grosso con uno sforzo tanto modesto, quindi prima di rinunciarci ci voglio pensare almeno due volte.
Almeno a questa domanda una risposta ce l’ho: non ho nessuna intenzione di cercare di lavorare per un meno peggio che è comunque male, grazie ma ho già dato, ultimo esempio il 2006. Da qui a sapere se/per chi votare il passo è ancora lungo. Votare per un partito che ha poche possibilità di raggiungere il quorum per entrare in parlamento ha senso? Oppure è più utile un voto di disturbo (si, inorridite pure, sto parlando del movimento 5 stelle). Ma poi quel voto può davvero dare un disturbo (cioè togliere la maggioranza al PD)?
Ogni suggerimento è ben accetto
Aggiornameto: ieri ho trovato questo pezzo. Di Marco Paolini ho un’altissima stima, e questo mi causa ancora più dubbi.