Author Archives: narrare

La frontiera nascosta

La prima volta in cui ho sentito nominare La frontiera nascosta avevo deciso di non leggerlo. Venivo da un periodo in cui avevo letto molto di Sepulveda, e il fatto che questa fosse una raccolta di racconti aveva molto intiepidito il mio interesse: le raccolte di racconti scollegati fra loro non mi hanno mai entusiasmato, e nemmeno il fatto che Le rose di Atacama fosse una felice eccezione a questa regola mi aveva indirizzato verso questa lettura.
Continue reading

Il Gabrio non è un luogo

L’estate scorsa i compagni del CSOA Gabrio mi avevano chiesto di scrivere un breve testo sul mio incontro con il centro sociale. Il pezzo avrebbe dovuto far parte di un libretto pubblicato nell’autunno per i festeggiamenti dei 25 anni dell’occupazione. Il processo di lavorazione del libretto ha poi avuto una serie di intoppi, fino a disperdersi completamente nel lockdown, allo stato attuale è poco probabile che veda mai la luce, a me però il pezzo che avevo scritto piaceva, per cui, per evitare che vada completamente perso, lo pubblico qui.
Buon compleanno in ritardo al Gabrio, e buona lettura a voi.
Continue reading

Diario scolastico 6 – una mesta conclusione

Oggi ho accompagnato mio figlio a concludere il suo percorso nella scuola materna, o scuola dell’infanzia: è’ stata una conclusione surreale e mesta.
Siamo andati alla scuola per ritirare gli indumenti di ricambio che erano rimasti li e la cartellina di quanto aveva realizzato quest’anno, avevamo appuntamento all’una meno un quarto. Ci si doveva presentare scaglionati, un bimbo ogni quarto d’ora in modo da evitare ‘pericolosi’ incroci, in realtà combinando ai nostri cinque minuti di anticipo con i dieci di ritardo del bimbo precedente siamo arrivati praticamente insieme, noi appena una decina di metri dietro a loro, quanto bastava per farci fermare fuori del cancello ad attendere il nostro turno.
Continue reading

Covid e podismo

Durante la ‘fase 1′ i podisti, che per motivi misteriosi non si poteva fare a meno di chiamare runner, hanno subito un po’ di tutto, vessazioni insensate, insulti, in alcuni casi anche aggressioni, anche da parte delle forze dell’ordine sono stati additati come untori anche se nessuna persona dotata di un minimo di logico poteva pensare che fossero davvero un fattore rilevante nel dilagare dell’epidemia. Io personalmente non ho vissuto episodi spiacevoli perchè la collocazione della mia abitazione, a parchi pubblici chiusi, mi ha costretto a rinunciare del tutto alle mie uscite, ma di racconti, anche documentati, in rete ne sono apparsi molti.
Continue reading

Diario recluso – un racconto

Ho scritto un racconto che parla di questo lockdown, per me è un piccolo esperimento in quanto inizia come una non fiction novel (se siete lettori di questo blog potreste riconoscervi all’interno contenuti rimaneggiati di alcuni post) e finisce come un racconto di fantasia.
Avendolo scritto intorno alla metà di aprile, alcuni degli avvenimenti che immaginavo nel futuro sono ormai nel passato, alcune ‘previsioni’ sono state confermate, altre smentite, avrebbe avuto più senso pubblicarlo subito ma non l’ho fatto perchè una rivista web mi aveva detto che l’avrebbe pubblicato sabato scorso, evidentemente ha cambiato idea perchè la pubblicazione non è avvenuta. Aldilà dei dettagli comunque il senso generale del racconto purtroppo resta ancora valido.
Se vi ho incuriosito abbastanza da leggerlo lo trovate qui.
Buona lettura

Aggiornamento 11/05: dalla rivista mi hanno detto che avevano dimenticato di avvisarmi che la pubblicazione era stata spostata a mercoledì. Quando sarà sul loro sito aggiungerò il link.

Aggiornamento 13/05: Il racconto è stato pubblicato su CarmillaOnline

Italia -Spagna

Stamattina mi sono imbattuto in questo video pubblicato sabato da un runner basco, in cui celebra la possibilità di ritornare a correre (con molta invidia per i luoghi in cui può farlo).
Anche in Italia domani c’è stata qualche piccola apertura alle libertà individuali, molti dettagli dell’apertura spagnola sono diversi da quella italiana, ma la differenza che mi sembra più importante è proprio il quando. In Spagna la restituzione delle libertà è stata di sabato, per dare il massimo vantaggio alle persone, in Italia di lunedì, per dare il massimo vantaggio alle aziende. “Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono” cantava Gaber, della canzone io cambierei il finale in “purtroppo lo sono”.

Programmazione

Se la storia di questi mesi ci insegna qualcosa di sicuro ci parla dell’inutilità della programmazione. Qualunque cosa si pensi, qualunque cosa si organizzi, si pianifichi, basta un qualunque pretesto dato ad un potere ed ai suoi arroganti esecutori perché tutto venga spazzato via, perché giorni, mesi, anni di lavoro vengano distrutti nella realizzazione del fondale davanti al quale il premier o chi per lui si esibisce. D’altronde cosa aspettarsi da un governo che è espressione di una classe manageriale che ha quando parla di “a lungo termine” intende entro l’anno? Abbiamo accettato che tutto quanto non può essere fatto in tempo reale è come se non potesse essere fatto mai, come potevamo aspettarci un epilogo diverso?

Fase 1.1

Ieri sera c’è stato l’indecente annuncio del presidente Conte che proroga i domiciliari in assenza di colpa per tutti noi almeno fino al 18 maggio. Su come potrebbe proseguire questa orribile storia ho scritto un racconto che dovrebbe uscire il 9 maggio su CarmillaOnline, e dico potrebbe non perché spero che il governo reale si dmostri meno criminale di quello ipotizzato nel racconto, ma perché spero che nelle strade che ci vengono un’altra volta vietate si trovi il modo di obbligarlo a dare ascolto ai nostri bisogni.
Sono cosciente che obbligare un governo ad ascoltare la piazza era già diventato molto difficile prima del coronavirus, le misura di emergenza hanno indubbiamente peggiorato di molto le cose, al punto che oggi non saprei suggerire un come, ma riuscirci è assolutamente necessario ed anche urgente. Per intanto partiamo dalle richieste, penso che possano andare benissimo quelle espresse qui

Annunci

Ieri sono uscito per comprare delle verdure, i tre-quattrocento metri che ho percorso (più altrettanti al ritorno) di certo non bastano a fare una statistica attendibile, però ho visto decisamente più persone in strada rispetto a quel che succedeva nell’ultimo mese. Sicuramente più del doppio, probabilmente quattro o cinque volte tante.
Rispetto alla mia ultima uscita per acquisti (martedì) non ci sono state modifiche alle normative, non una ragione in più considerata valida per uscire, non un metro o un minuto in più concessi. E allora perchè?
Continue reading