Poesiola

Quest’anno non avevo ancora pubblicato nemmeno un testo letterario (ammesso che la distinzione letterario/saggistico abbia senso), quasi in extremis questi versi sono arrivati ad evitarmi di lasciare un vuoto nella cronologia che mi sarebbe spiaciuto, anche se dovuto principalmente al fatto che sto lavorando ad un “romanzo” (che fastidio le definizioni, ma quanto sarebbero lunghe le spiegazioni senza di loro).
Buona lettura

Diario scolastico 2 (ma anche altro)

Qui (saltate pure la prima parte sugli avvisi di garanzia, davvero poco interessante) buona descrizione della situazione di GTT Torino, il debito della società, di circa 500 milioni, pur essendo una cifra impressionante è meno del 15% del debito della città, ma in questo momento ha un peso terribile sulla gestione del comune, scuole comunali comprese.
Una delle leggi varate negli ulimi anni per strangolare gli enti locali e spingere i residui utenti dei servizi pubblici verso il privato prevede che un comune non possa fre assunzioni, neppure a tempo indeterminato, se non ha approvato il bilancio, cosa che ovviamente non può fare finchè non è approvato il bilanco delle controllate, come GTT, che al momento non è in grado di farlo. Uno dei risultati di questa idiozia è che nelle scuole comunali non si possono assuere supplenti, anche a fronte di malattie a lunga degenza. Continue reading

Sugli incendi in Valsusa

Prima il silenzio assoluto, poi il rumore più coatico, entrambi con lo scopo di non far capire: questo è stato l’atteggiamento dei media mainstream rigurado agli incendi in Valsusa. In questo post raccolgo qualche articolo apparso su altre fonti e che mi sembra dica cose un po più sensate

– Prima di tutto, per chi fosse stato lontano durante questa settimana, su TGVallesusa un breve riassunto dei fatti
Qui Claudio Giorno analizza le cause della siccità, che non è solo dovuta alle scarsissime precipitazioni di quest’autunno.
– Su Giap, il blog dei Wu Ming, un post e una lunga serie di commenti, centrati proprio su come i media hanno affrontato la questione.
– Sul sito di Radio Blackout un’intervista a Luca Giunti, guardiaparco in Valsusa, realizzata al terzo giorno di incendi
– Su Diario del web un pezzo di Maurizio Pagliassotti sulle vere cause di questo disastro.
– Su Alpinismo Molotov (blog con cui collaboro) la disamina di un articolo de “La Stampa” è usata per spiegare come vengono fatti passare messaggi distorti senza mentire esplicitamente.
– Per finire su questo stesso blog ho parlato di come alcuni poitici abbiano cercato di strumentalizzare la questione a favore del TAV, e di cosa questo ci dica della loro idea di governo.

Cosa ci dice Foietta

Paolo Foietta è commissario governativo per a Torino-Lyon: un burocrate che, a dispetto dei suoi trentennali sforzi, fatica a scrollarsi di dosso l’etichetta di oscuro. L’ultimo tentativo di mettersi in luce è di ieri quando, con un cattivo gusto sorprendente persino per lui, ha inviato una lettera ai presidenti dei consorzi di comuni che hanno sostitituito le due vecchie comunità montane della Valsusa, dicendo loro in pratica che per avere i soldi per riparare quanto daneggiato dagli incendi che stanno devastando i loro territori non devono far altro che accettare il progetto TAV (il testo completo della lettera lo trovate qui).
Lo squallore dell’offerta, per di più fatta quando ancora il problema è spegnerli quegli incendi, penso sia evidente a tutti, e sorprendente solo per chi non ha mai sentito parlare il commissario. Però io credo valga la pena di soffermarsi sulle sue parole, perchè ci chiariscono un concetto che non è solo suo ma di tutta la classe politica attuale (all’interno della quale nessuno, neppure la supposta notav Chiara Appendino, ha commentato l’iniziativa di Foietta, che pure agisce in nome del governo).
Foietta scrive di voler “proporre che una parte (evidenziazione mia) delle risorse destinate all’Asse Ferroviario Torino-Lione possa esere utilizzata per le necessarie azioni di ripristino forestale e per gli interventi di prevenzione atti a ridurre il rischio del ripetersi di tali eventi“. Continue reading

Diario scolastico

Mio figlio ha iniziato venti giorni fa la scuola materna. Del primo impatto con la scuola pubblica italiana ho parlato qui, ma la situazione è tale che prevedo di trovarmi a scriverne molto spesso.
Non avevo più contatti col mondo della scuola da quando mio padre (che era preside) è morto nel 2002, e comunque già da quando qualche anno prima ero andato a vivere per conto mio i miei aggiornamenti erano diventati più rari e frammentari. Insomma, mi sono addormentato con una scuola in cui se qualcuno avesse detto ad un genitore che avrebbe dovuto portare lui la carta igienica per i figli sarebbe scoppiato a ridere, e mi sono risvegliato in una dove questo è il minimo di quel che succede. Colpevole per il mio sonno proverò almeno a non accumulare altre colpe da sveglio. Il fare è cosa che si esplica nel mondo reale, ma anche raccontare ha un suo valore, e in questo il web è di molto aiuto. Continue reading

Impotente

Da una settimana mio figlio va alla scuola materna. Già da giugno sappiamo che una delle sue due maestre andrà in pensione a primavera (è una scuola comunale, non statale, quindi gli insegnanti non hanno l’obbligo di completare l’anno scolastico), venerdì scorso abbiamo scoperto che, contrariamente a quanto ci aveva promesso il responsabile didattico l’anno scorso, l’altra maestra, appena arrivata, non è di ruolo ma ha solo un incarico annuale. Il che significa che l’anno prossimo mio figlio non si troverà più nessuna delle insegnanti che aveva conosciuto. Continue reading

Una domandina dopo i fatti di Vanchiglia

Ieri sera nel quartiere Vanchiglia di Torino è successo questo.
La polizia ha deciso che per forzare l’applicazione di una assurda e inutile ordinnza contro l’utilizzo di bottiglie di vetro il modo migliore era menare di brutto chiunque si trovasse nella zona in cui erano presenti bottiglie illegali (illegali solo a quell’ora, 3 ore prima andavano benissimo, stamattina vanno di nuovo benissimo, fino a stasera).
Che la polizia italiana sia questo è un fatto noto da tempo a chiunque non tenga gli occhi chiusi sotto una benda coperta dalle proprie mani, ma da questo mi nasce una domanda relativa ai molti che dichiarano di voler “rifare la sinistra” (non che Civati o Montanari siano peggio deglli altri, anzi, agli altri non si parla nemmeno più, si sa che è inutile): è possibile che a NESSUNO di voi sia venuto in mente di dire che oggi per chiunque sia di sinistra, anche moderata, in Italia il primo problema è riportare sotto controllo il delirio securitario con i conseguenti abusi di polizia?

Liberiamo la ciliegia

Il 28 maggio 1871 Eugene Varlin, dopo essere stato massacrato di botte, veniva fucilato in rue Rosier, nello stesso punto in cui due mesi prima il generale Lecomte aveva pagato la sua scelta di ordinare il fuoco su una folla disarmata: L’uccisione di Varlin da parte dell’esercito versagliese è uno degli ultimi episodi della semaine sanglante. In questo anniversario ‘libero’ la versione digitale di Rossa come una ciliegia, il mio romanzo sulla Comune di Parigi, di cui Varlin è uno dei protagonisti.
L’impaginazione è un po’ fatta in casa, ma potete scaricare il pdf qui.
Naturalmente volendo potete sempre procurarvi il cartaceo (indicazioni qui, sezione ‘Schede libro’, colonna destra in alto).
Buona lettura, e quando avete finito se ripassate di qui a lasciarmi un commento fate cosa gradita.

P come Parigi

Terzo post consecutivo di segnalazione di un mio pezzo che compare in uno spazio diverso da questo blog.
E’ uscito il numero 5 di Nuova Rivista Letteraria, per celebrare il centenario della rivoluzione d’ottobre il tema di questa uscita è “l’alfabeto delle rivoluzioni”. Visto che sull’argomento ho pubblicato un romanzo mi è stato chiesto di scrivere uno dei 21 articoli, precisamente la lettera P come Parigi (la comune di). Sulla quarta di copertina c’è l’elenco degli autori, e vedere il mio nome assieme a quello di Valerio Evangelisti (per dirne solo uno) è una gran soddisfazione
Buona lettura.